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Archivi Categorie: Mistero

Allungo le braccia, occhi serrati e afferro qualcosa, io lontano, il resto vicino, inspiegabile distanza e il metro che conto trascorso e’ continente sulla strada, oltre ogni collina che stancamente ho attraversato.
Rovesciato mondo, piccolo e divertente cumulo di sentieri e case, coacervo d’inutili sorprese dove essenziale e’ aria viziata mentre concetti palesemente alieni muovono idee ed emozionano, tardiva scoperta forse, giusta eta’ per comprendere, anni in cui l’inutile puo’ persino trovare spazio e considerazione.
Fuori fase e fuori tempo esploro dorati pertugi, passaggi polverosi da stupide epoche abbandonati e solo ora percorribili nel silenzio di gente distratta da scaffali e colori, bandiera in mano a pulir coscienza, innalzati da sempre meno a dir cosa e’ giusto e saggio, antitesi paritetica a tesi quando contrapposizione si sostituisce a pensiero realmente libero e tra queste rovine imparo l’arte di chi le ha rese tali e specchiandomi fronteggio nemico gia’ sconfitto, raccolgo armi abbandonate e mie, mie ora, intono nuove strofe, nuove linee da recitare a chi non ascolta, a chi non comprende, a chi potrebbe ricoprirsi d’emozioni ma giace a brandelli tra ingranaggi preziosi e privilegiati.
Traccio cerchio e asintotica linea, poi un’altra ed infinite ancora, qualcosa si materializza e narra vicende in lingua sconosciuta che non comprendo ma so essere importante e il nero e il bianco e millimetrici spessori su rugosa carta dicono che separazione puo’ dipendere da metodo e non idea, dal fondo a domandarsi se pensiero e’ piu’ forte di libri che non ho letto, di insegnamenti che ho rifiutato, di oggetti ritenuti forma senza concetto, di visione forse giusta, forse incompleta, certo da verificare, da sentire e fare propria.
Il resto, il resto solo retorica e spazzatura, parole di chi non sa agire e non vuole uscire da ordinari schemi, coraggio di cambiare lingua, di osservare gli astri dall’alto, di mettersi nell’esatto centro dell’esistere.
And the love that I feel is so far away
I’m a bad dream that I just had today
And you shake your head
And say that it’s a shame

Incontrollabile istinto di protezione induce a contraddirmi, smarcare pensieri ed impressioni scoprendo aspetti giudicati positivi non fosse coinvolgere e convogliare improprie giacenze, sedimenti che e’ bene stiano adagiati su fondo, immobili, pacifici, inermi, inerti, inutili ma quello e’ luogo, loro rifugio.
Affronto nuovi interrogativi, considerazioni banali eppure inediti almeno nell’approccio, certo nell’insolita direzione che trasversalmente serpeggia tra alternative e possibilita’, un laggiu’ piu’ vicino di quanto possa apparire.
Mi domando se implosione possa essere riversamento di materia e pensieri in deviato altrove, mi chiedo se costante allontanarmi non possa rappresentare avvicinamento a singolare e nuovo mondo perche’ in fondo orientamento e’ relativo sempre e comunque a punto mobile, decisione mai perentoria, talvolta sofferta, sovente accettata, non troppo di rado subita, a tratti casuale ma solo in analisi incompleta e parziale.
Gerarchizzare obiettivi puo’ essere stratagemma per contenere l’incontenibile, mura interiori che si proiettano ed espandono verso un infinito esterno che se osservato da serratura finisce per essere minuscola stanza, relegato anfratto di modeste dimensioni, poche ossessioni, generiche voglie, ambizioni azzerate e silenti.
Vi sono porte che non si chiudono mai completamente, non si aprono mai del tutto, stretta entrata, stretta uscita, pertugio che appare piu’ stile che spazio, filosofia di un desiderio che vuole qualcosa di nuovo, inedita speranza.
Trovo difficile soffermarmi troppo su cio’ che in apparenza poco conta, sfiorata o nessuna traccia ma in fondo e’ un gioco per avere tracce attorno alle mie, pedinare ed essere pedinato, rincorsa come antico svago, sapore, forse colore di tutti i giorni e tutti i giorni goduto, ma come spesso accade, le sfumature formano ed arrotondano perche’ la realta’ non e’ mai composta da linee marcate semmai nuvole, nuvole o polvere.
No falling for life
A gain for every loss
Time gathered me
But kept me flying

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