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Manca senso d’appartenenza e manca dai freddi pomeriggi di Dicembre, ricordo di fari riflessi sull’asfalto come fiamme antiche, nero santuario di preghiere e suppliche, gioco di vita impossibile da interrompere, da ricominciare, da rinfrescare con disperazione e ginocchia al suolo, con alberi che piangono lacrime di cielo.
Si cammina senza sapere di vivere, trasparente a tutto eccetto il dolore, ammantati d’illusioni cucite col passato nobile e fragoroso di quando illusione sembra presente e futuro di eterna epoca destinata a non finire mai, mai, mai.
Lava, magma mortale e fremente sostituisce fango viscido a coprire fondo instabile di cio’ che ancora chiamo anima e basta movimento poco piu’ brusco dell’ordinario per soffocare di rovente miasma, per morire di liquido incandescente che esplode dentro stomaco e cuore, per spianare nell’orrore cio’ che a fatica si raccoglie da terra e in alto porla ad avvicinare il cielo e attendere alba che forse nascondera’ nella luce cio’ che buio malignamente evoca.
Eppure osservo persone ed esattamente so d’essere irrealta’, sfalsata dimensione, piccoli salti di frequenza tra universi irripetibili e qualcosa finisce, qualcosa inizia, la porta alle spalle si chiude e immobile scivolo con lentezza di chi conosce verita’ del momento, formula di eterno passo, cio’ che conduce a orizzonte degli eventi di totale consapevolezza, giusto suono, perfetta onda di bianco frastuono.
Strada immutata da allora, innumerevoli occasioni per uscirne, nascondersi dietro volonta’ che non basta e non bastera’ mai, trascinarsi stancamente protetto da roccia dura, durissima, sempre piu’ pesante, sempre piu’ rumorosa, battaglia che finira’ in desiderio purtroppo realizzato in attesa di notte senza stelle, di asciutte lenzuola, d’incontro fortuito e occasione di troppo per perdere inedite battaglie e riempire di silenzio furiosa verita’ che mai ho saputo sottacere in tutti quei giorni che da allora sono e saranno sempre giorni di troppo.
E il volto poi si scoprirà segnato
da tante storie che nessuno ha raccontato
senza finale: un commedia musicale
di solitudini a Natale
con chi non ti capiva mai.

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