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Tenue blu, celeste di un cielo che non vedo piu’, che a stento ricordo cosi’ come e’ nebbia cosmo intero, volti e accadimenti, allontanarsi e sprofondare nell’assoluto nulla, nel microscopico essere delle cose, nell’infinitesima sostanza degli oggetti, dei silenzi, dei movimenti che non piu’ sanno spiegare e regalare semplice pensiero, banale riflessione.
Osservo perplesso eppure disinteressato, futilita’ dell’esistere, inutilita’ dell’incedere, puntare il dito verso terra sottraendolo alle stelle perche’ sole gia’ scalda abbastanza e di nient’altro ho bisogno, punti a cerchi e rappresentare, a segnare delimitando un infinito che poi infinito non e’ mai a ben guardare, se ben si osserva, se non ci si fa sopraffare da paura del vuoto, da timore di un Dio vendicativo ed urlante.
Tra particelle come mondi vero vuoto, nessuna materia oscura, no luce e semplicissima complessita’ di strutture piu’ gestibili ed interpretabili e quale prezzo e’ stato pagato?
Forse accecante lampo, polvere, polvere che lentamente precipita verso eterno tempo e ruota ed infiamma e canta sommessamente la sua fine, il suo inizio, il dovere di esistere, il potere di comprendere delicati meccanismi impossibili ai piu’, miracolo ed eleganza per pochi eletti, illuminazione laddove ogni visione appare magnifica e non e’ illusione, non e’ inganno se davvero c’e’ bellezza ed equilibrio come cristallo tra sole rovente e rossa terra, terra arida ma evocatrice di realta’ alternative quando ordinario e’ incomprensibile noia, instabile sostegno di menzogne e paure, disattese vittorie e forse ci sei, si ci sei, puoi sentire, puoi leggermi, sai comprendere e che canzoni ascolti, quale notte non fa pensare sia ultima, perche’ su altri perche’ e avanti non e’ mai rimedio ne’ possibilita’.
Io cerco, io provo, si dira’ che riesco e se per qualcuno e’ troppo, io non sento dolore o esaltazione, vivo il senso del naturale esistere ma e’ forma d’onda di diversa frequenza cio’ che mi sottende, ordinario stato, condanna certa e che blu faccia male senza ferire, che tempo si compatti in fiume confuso e guidato eppure imprevedibile laddove vivere e’ condizione, non dono, non maledizione.
There is a pattern as well…
Right in front of me,
hiding behind the numbers.
Always has been.

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